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2 novembre 2012 5 02 /11 /novembre /2012 11:19

 

 

 

Inch'Allah

 

[1967]
Testo e musica di Salvatore Adamo

Versione interpretata da Adamo in italiano

Ho visto l'oriente nel suo scrigno
con la luna per bandiera
ed intendevo in qualche verso
cantare al mondo il suo splendore

Ma quando ho visto Gerusalemme
piccolo fiore sulla roccia
ho sentito come un requiem
quando a parlargli mi inchinai

E mentre tu bianca chiesetta
sussurri pace sulla terra
si strappa il cielo come un velo
scoprendo un popolo che piange

La strada porta alla fontana
vorresti riempire il tuo secchio
meglio fermarti Marìa Maddalena
oggi il tuo corpo non vale l'acqua

Inch'Allah - Inch'Allah
se Dio vuole - Inch'Allah

L'ulivo piange la sua ombra
sua dolce sposa dolce amica
che riposa sulle rovine
prigioniera in terra nemica

Sul filo spinato con amore
la farfalla ammira la rosa
la gente così scervellata
che la ripudia se mai posa

Dio del inferno Dio del cielo
tu che governi tutto il mondo
su questa terra d'Israele
ci sono bimbi che tremano

Inch'Allah Inch'Allah
se Dio vuole Inch'Allah

Le donne cadono sotto il tuono
domani il sangue sarà lavato
la strada e fatta di coraggio
una donna per una pietra

Ma sì ho visto Gerusalemme
piccolo fiore sulla roccia
e sento sempre come un requiem
quando a parlagli mi ritrovo

Requiem per sei milioni d'anime
che non hanno il mausoleo di marmo
e che malgrado la sabbia infame
hanno fatto crescere sei milioni d'alberi

Inch'Allah - Inch'Allah
se Dio vuole - Inch'Allah

 

 

Nel corso di una tournée internazionale svoltasi, il cantante italo-belga ha cantato a Beirut, poi a Teheran e infine a Gerusalemme e a Tel-Aviv (un vero trionfo). Sotto lo choc dell'Intifada e del conflitto israelo-palestinese ha composto una nuova versione della sua celebre canzone del 1967. Un nuovo testo che riflette le speranze di pace che esistevano allora, e che sfociarono negli accordi di Oslo tra Yitzhak Rabin e Yassir Arafat. Tutti sappiamo poi com'è andata a finire.

 

Salvatore Adamo
INCH'ALLAH

Versione italiana  

Ho visto l'oriente nel suo scrigno
la luna a farle da stendardo
e contavo, con una quartina,
di cantare al mondo la sua luce

Ma quando ho visto Gerusalemme
come papavero su una roccia
ho sentito un requiem
quando su di lei mi son sporto

Non lo vedi, umile cappella
che mormori "Pace" sulla terra
che gli uccelli nascondono con le ali
quelle lettere di fuoco: Pericolo, frontiera

La strada porta alla fontana
e vorresti, certo, riempire il secchio
fermati, Maria Maddalena,
per loro il tuo corpo non vale l'acqua

Inch'Allah Inch'Allah Inch'Allah Inch'Allah

E l'olivo piange la sua ombra,
la sua tenera sposa, la sua amante
che riposa sotto le macerie
prigioniere in terra nemica

Su una spina di filo spinanto
la farfalla occhieggia alla rosa
e la gente è così stolta
che mi ripudierà, se oso

Dio dell'inferno o Dio del cielo
tu, che stai dove ti aggrada,
in questa terra d'Israele
ci sono dei bambini che piangono

Inch'Allah Inch'Allah Inch'Allah Inch'Allah

Le donne cadono sotto il temporale
Domani il sangue sarà lavato
La strada è fatta di coraggio,
e la donna è il suo selciato

Ma, sì, ho visto Gerusalemme
come papavero su una roccia
e sento sempre questo requiem
quando su di lei mi sporgo

Requiem per sei milioni d'anime
che non hanno un mausoleo di marmo
e che malgrado la sabbia infame
han fatto spuntare sei milioni d'alberi

Inch'Allah Inch'Allah Inch'Allah Inch'Allah


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